Come nasce l’Espresso

Agli “esordi” la bevanda a base di caffè veniva ricavata per infusione: il caffè veniva consumato per rimedi medici e salutistici, come rimedio per il mal di pancia, per rimanere svegli e per la preghiera (per tenere svegli i meno fedeli probabilmente).

La  prima caffettiera conosciuta è la Jabena, originaria dell’etiopia. In Turchia troviamo il Brik, che permette l’estrazione dell’aroma dalle bacche e allo stesso tempo fornisce la funzione di teiera per servire la bevanda. Nel 1600 troviamo il bollitore di Baghdad, che influenzò gli stili delle caffettiere europee grazie alla sua forma, si tratta di una brocca di metallo a becco ricurvo (che troviamo nelle prima caffettiere inglesi) con coperchio e manico ricurvo. In questi anni abbiamo la diffusione esponenziale del caffè nel mondo, e anche in Europa ovviamente; qui per la preparazione della bevanda venivano usati dei bricchi.

Nella metà del 1800, forse stanchi di bersi i fondi del caffè ottenuto per infusione, furono inventate le Vacuum. La Vacuum è costituita da 2 contenitori, uno inferiore che contiene l’acqua, e una parte superiore che contiene la polvere di caffè. Questo particolare attrezzo viene alimentato tramite una fiamma ad alcool. Il caffè ottenuto con questo metodo conserva maggiormente l’aroma fruttato del caffè, donando sentori vegetali e fornendo una minore quantità di sostanze amare.

Verso la fine del 1800 in Italia nasce la Caffettiera Napoletana comincia a diffondersi la caffettiera napoletana; la cosa curiosa è che l’invenzione non è Napoletana, ma Francese. Questa caffettiera necessita di una polvere di caffè macinata molto più finemente, aumentando il tempo di estrazione rispetto alla Moka.

 

La macchina per L’Espresso nasce in anni abbastanza recenti . É il 19 novembre 1901 quando un certo Bezzera diede una svolta notevole nei consumi: mentre una volta lo si preparava il mattino e veniva tenuto in caldo tutto il giorno ora si poteva ottenere del caffè ottimo per ogni singola persona.

Le prime versioni di questa macchina non erano  molto sicure per i baristi: infatti non era possibile controllare la pressione che veniva a crearsi all’interno della macchina per l’estrazione, e questo portava spesso a degli incidenti.

Col tempo si susseguirono vari modelli di macchine da espresso, partendo da quelle più rozze e alimentate a carbone arrivando a modelli sempre più perfezionati e sicuri. Con l’aumento della pressione di estrazione (1 atm e mezza), si venne a creare la classica (sublime, magnifica e sensualissima) crema in superficie (solubilizzazione e foaming degli oli presenti nel caffè).

L’invenzione della Moka Express risale al 1933, anno in cui Alfonso Bialetti ebbe la ormai mitica intuizione di creare un nuovo strumento per la produzione casalinga di caffè.

L’idea della caffettiera nasce da un’osservazione casuale. Alfonso Bialetti sentiva l’esigenza di studiare qualcosa che fosse un suo articolo finito per il quale la stessa conchiglia potesse servire per una produzione maggiore e più soddisfacente. L’idea di come costruire una caffettiera l’ebbe guardando fare il bucato in casa dalla moglie. A quei tempi, per lavare i panni, si usava la “lisciveuse”, una grossa pentola munita di un tubo cavo con la parte superiore forata; l’acqua, messa nel recipiente insieme alla biancheria ed al sapone, bollendo saliva per il tubo e ridiscendeva sul bucato sfruttando bene la lisciva, il detersivo di allora.